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1. Variabili Qualitative

Una variabile si dice qualitativa (o fattore) se esprime una qualità, identificando un attributo non misurabile. Esempi possono essere: il colore degli occhi, il genere, il credo religioso o i giudizi scolastici letterali (insufficiente – buono – distinto – ottimo).

I valori assunti dalle variabili qualitative prendono il nome di modalità o livelli, il secondo utilizzato nel caso di variabili qualitative ordinali.

 

Variabili qualitative ordinali

In alcuni casi i valori assunti da queste variabili presentano un ordinamento intrinseco; l’esempio più banale può essere il livello di scolarità (senza titoli, elementari, medie, superiori, università e così via) o il numero progressivo del giorno all’interno di un mese. In questa situazione si parla di variabile qualitativa ordinale: i valori presenti posseggono naturalmente un ordine, ovvero possono essere disposti lungo una scala ordinata.

Esempio: qui è riportata una tabella con i vari livelli di ipertrofia prostatica. I livelli sono ordinati in base all’intensità del fenomeno, sotto vengono riportati i conteggi (numero pazienti) per ogni livello.

NessunaLieveModerataGrave
25036122

 

Variabili qualitative nominali

In altri casi questo ordinamento non è possibile, come ad esempio nel genere (dove i possibili valori sono maschio o femmina), dell’abitudine al fumo o della specie di un determinato tipo di fiore. In questa situazione si parla, invece, di variabile qualitativa nominale: i valori presenti non posseggono alcun ordine naturale.

Esempio: qui è riportata una tabella con le varie specie (o modalità) di Iris. Le modalità non hanno alcun ordine naturale, sotto vengono riportati i conteggi (numero piante Iris) per ogni modalità.

SetosaVersicolorVirginica
505050

 

Di cosa parleremo?

All’interno di questa sezione relativa alle variabili qualitative, andremo a vedere come trattare queste variabili proprio da un punto di vista descrittivo dei dati. Parleremo di:

  • distribuzione di una variabile qualitativa: introdurremo le tabelle di contingenza, le frequenze assolute, relative e relative percentuali e i grafici a barre come metodo di visualizzazione dei risultati;
  • distribuzione di due variabili qualitative: vedremo le tabelle di contingenza a due vie, le distribuzioni congiunte, marginali e condizionate (profili riga e colonna), e le deviazioni dei profili (dai marginali riga e colonna);
  • concetto di indipendenza di due variabili qualitative: quando due variabili qualitative vengono dette indipendenti.

Verranno proposti anche esempi realizzati con l’utilizzo del software RStudio e di dataset in esso presenti.

Infine, verrà caricato sul canale Youtube (Pillole di Statistica) un video contenente gli esempi pratici riportati negli articoli: potrete cimentarvi insieme a me nella stesura dei primi codici in R.

 

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